Un pranzo a Locarno per una sfida che riguarda il mondo
Il Rotary Club Locarno trasforma una conviviale in un contributo alla lotta contro la poliomielite. Un'iniziativa che, grazie alla generosità dell'Hotel Belvedere, ha assunto un valore ancora maggiore.
Un pranzo più semplice del solito, per destinare alla solidarietà ciò che normalmente si sarebbe speso a tavola. È questa l'idea con cui il Rotary Club Locarno ha dedicato la conviviale di martedì 20 ottobre alla lotta contro la poliomielite, in vista della Giornata mondiale della polio del 24 ottobre.
Il presidente Ingo Specht ha proposto di organizzare un pranzo volutamente sobrio, riducendone il costo per devolvere la differenza al programma PolioPlus del Rotary International.
La proposta ha trovato una risposta particolarmente generosa da parte dell'Hotel Belvedere di Locarno, sede del Club. Il direttore Michele Rinaldini ha deciso di offrire gratuitamente il pranzo, rinunciando a fatturarne il costo. Una scelta che ha permesso al Rotary Club Locarno di destinare alla causa l'intero importo normalmente previsto per la conviviale.
Un sincero ringraziamento va a Michele Rinaldini e a tutta la squadra del Belvedere per aver contribuito in modo così significativo a questa iniziativa.
Una delle più grandi sfide umanitarie del Rotary
La poliomielite è una malattia infettiva che colpisce soprattutto i bambini e può provocare paralisi permanenti. Non esiste una cura per la malattia una volta sviluppata, ma è possibile prevenirla attraverso la vaccinazione.
Il Rotary iniziò il suo impegno nel 1979, con un progetto per vaccinare circa sei milioni di bambini nelle Filippine. Nel 1985 nacque il programma PolioPlus e nel 1988 il Rotary contribuì alla fondazione dell'Iniziativa globale per l'eradicazione della polio, insieme all'Organizzazione Mondiale della Sanità e ad altri partner.
Allora si stimavano circa 350'000 casi di poliomielite all'anno in 125 Paesi. Oggi i casi sono diminuiti di oltre il 99,9% e il poliovirus selvaggio rimane endemico soltanto in Afghanistan e Pakistan.
È un risultato straordinario, ma la malattia non è ancora stata sconfitta. Persistono anche focolai causati da varianti del poliovirus in altri Paesi.
Perché gli ultimi passi sono i più difficili
La sfida non consiste soltanto nel finanziare e distribuire vaccini. Occorre raggiungere famiglie che vivono in territori isolati, affrontare situazioni di insicurezza e costruire rapporti di fiducia con le comunità.
In Pakistan, ad esempio, i soci del Rotary hanno contribuito alla realizzazione di impianti per l'acqua potabile in comunità particolarmente vulnerabili. Migliorare le condizioni di vita delle famiglie ha aiutato anche gli operatori sanitari a ottenere la fiducia necessaria per portare avanti le campagne di vaccinazione.
È questo uno degli aspetti meno conosciuti di PolioPlus: per proteggere un bambino, a volte bisogna prima riuscire a raggiungere e coinvolgere la sua comunità.
Dopo decenni di progressi, interrompere gli sforzi significherebbe rischiare la ricomparsa della malattia in territori che oggi ne sono liberi.
Il valore di un gesto condiviso
Il pranzo del 20 ottobre è stato un contributo locale a una sfida mondiale. Da un'idea semplice, grazie alla collaborazione con una realtà imprenditoriale del territorio, è nata la possibilità di sostenere un programma che da decenni protegge la salute di milioni di bambini.
È anche un esempio di ciò che può nascere all'interno di un Rotary Club: persone che si incontrano, condividono idee, coinvolgono altri e trovano insieme il modo di trasformare una buona intenzione in qualcosa di utile.
A volte, per fare la differenza, non serve aggiungere qualcosa. Basta scegliere di destinare diversamente ciò che abbiamo già.
ISP