Arte, territorio e futuro: il Rotary Club Locarno alla scoperta del Moesano
Una giornata tra arte contemporanea, valorizzazione del territorio e sviluppo turistico ha condotto il Rotary Club Locarno da Mesocco a San Bernardino. A guidare la visita è stato Luca Cereghetti, profondamente legato a Mesocco, ideatore e curatore del progetto Lo ZOO di Mesocco, responsabile del mMoMAm e presidente del Consiglio d’amministrazione dell’Ente Turistico Regionale del Moesano. Al percorso ha partecipato anche Christian Vigne, direttore dell’Ente Turistico Regionale, che ha illustrato il significato di queste iniziative per l’attrattività e il futuro economico della regione.
Uno zoo senza gabbie, nato sui muri di Mesocco
La prima tappa è stata dedicata allo ZOO di Mesocco, un progetto di arte pubblica ideato e curato da Luca Cereghetti per il mMoMAm e realizzato nel 2024 dai NEVERCREW, il duo artistico ticinese formato da Christian Rebecchi e Pablo Togni.
Non si tratta naturalmente di uno zoo tradizionale. Gli animali non sono rinchiusi in gabbie, ma appaiono sulle facciate, sui muri e sugli edifici delle diverse frazioni di Mesocco. Balene, orsi polari, elefanti, volpi e altre creature compongono un’opera diffusa che accompagna il visitatore attraverso il paese, invitandolo contemporaneamente a osservare l’arte, il paesaggio e gli insediamenti della valle.
Il progetto comprende venti interventi pittorici distribuiti lungo un itinerario complessivo che attraversa le frazioni del Comune. Accanto al percorso esteso, che raggiunge una lunghezza di oltre 20 chilometri, è stato predisposto anche un percorso breve di circa due chilometri, facilmente accessibile e percorribile in meno di un’ora. È proprio lungo una parte di questo itinerario più contenuto che i soci del Rotary Club Locarno hanno potuto ammirare alcune delle opere più impressionanti.
Le immagini dei NEVERCREW colpiscono per la precisione quasi fotografica degli animali, ma anche per il modo in cui dialogano con le caratteristiche degli edifici. Finestre, aperture, superfici in cemento e strutture tecniche entrano nella composizione e diventano parte dell’opera. All’interno delle figure appaiono inoltre paesaggi e immagini racchiusi in cornici, quasi finestre simboliche attraverso le quali riflettere sul rapporto tra l’essere umano, gli animali e l’ambiente.
Il tema centrale dello ZOO è infatti il delicato equilibrio tra uomo e natura. Gli animali raffigurati fuori dal loro habitat abituale e inseriti nel contesto alpino suscitano sorpresa, ma anche interrogativi sulla tutela dell’ambiente, sulla responsabilità umana e sul modo in cui percepiamo le altre forme di vita. L’opera non offre una risposta già definita: invita chi la osserva a fermarsi, guardare e costruire una propria interpretazione.
Quando l’arte diventa uno strumento di promozione territoriale
Christian Vigne ha spiegato come un progetto di questo genere possa produrre effetti che vanno ben oltre il valore estetico delle singole opere. Lo ZOO crea una nuova ragione per visitare Mesocco, invita a muoversi a piedi tra le sue frazioni e conduce gli ospiti alla scoperta di luoghi che difficilmente conoscerebbero limitandosi ad attraversare la valle.
L’arte diventa così una porta d’ingresso al territorio. Il visitatore arriva per osservare un murale, ma lungo il cammino scopre il nucleo del paese, le case, le attività locali, il paesaggio e la storia della comunità. La presenza di un itinerario riconoscibile e originale contribuisce inoltre a differenziare l’offerta turistica del Moesano e a renderla interessante anche al di fuori delle tradizionali stagioni di montagna.
L’Ente Turistico Regionale del Moesano ha precisamente il compito di promuovere le offerte, i prodotti, le bellezze naturali e le infrastrutture dell’intera regione. In questo contesto, lo ZOO rappresenta un esempio concreto di come cultura, turismo e identità locale possano sostenersi reciprocamente.
Un’attrazione accessibile gratuitamente e durante tutto l’anno può generare nuove visite, prolungare il tempo trascorso sul posto e creare occasioni per la ristorazione, il commercio e le altre attività della valle. Ma il suo valore non è soltanto economico. Un’iniziativa culturale visibile e condivisa rafforza anche l’identità della popolazione e dimostra che l’innovazione non è riservata alle città o ai grandi centri turistici.
Il mMoMAm: dove un tempo si faceva il pane, oggi si coltiva la cultura
La visita è proseguita al mMoMAm – mini Museum of Modern Art Misox, presentato da Luca Cereghetti, tra i promotori di questo originale spazio culturale.
Il museo si trova nell’antica panetteria della famiglia, nel centro di Mesocco. La sua filosofia è riassunta dalla frase: «Laddove l’Ulissino sfornava il pane, ora si coltiva la cultura». Gli spazi sono volutamente ridotti e ne fanno probabilmente uno dei più piccoli musei della Svizzera. Proprio questa dimensione costituisce però la sua particolarità: poche opere, introduzioni semplici e mostre concentrate, pensate per avvicinare il pubblico — in particolare le giovani generazioni — ai grandi protagonisti e ai nuovi interpreti dell’arte moderna.
Il mMoMAm è gestito senza scopo di lucro e l’ingresso è gratuito. Le esposizioni possono comprendere litografie originali, manifesti storici, documenti e reinterpretazioni contemporanee. Non pretendono di presentare in modo esaustivo il lavoro di un artista, ma vogliono suscitare curiosità e incoraggiare i visitatori ad approfondirne successivamente la vita e l’opera.
Particolare attenzione è dedicata alle scuole della regione. Le classi vengono invitate alle esposizioni e possono rielaborare i temi affrontati attraverso lavori propri, instaurando un dialogo diretto tra museo, insegnanti e giovani. Gli spazi vengono inoltre messi a disposizione di artisti, fotografi, scultori e collezionisti per proposte coerenti con la filosofia della struttura.
Tra le esposizioni presentate negli ultimi anni figurano “Marilyn & Friends”, dedicata ad Andy Warhol, “Dentro e fuori Lo ZOO” dei NEVERCREW, “Mini Angels on Tour” dell’artista grigionese Andreas Hofer e una mostra dedicata ad Alberto Giacometti, realizzata in collaborazione con la Fondazione Centro Giacometti di Stampa e accompagnata dalla proiezione del film I Giacometti.
Il mMoMAm dimostra come anche uno spazio molto piccolo possa assumere una funzione culturale importante. Non sono necessariamente le dimensioni a determinare il valore di un museo, ma la qualità delle idee, la capacità di coinvolgere le persone e il legame che riesce a creare con il luogo nel quale opera.
San Bernardino: una destinazione alpina in trasformazione
Dopo Mesocco, il gruppo ha raggiunto San Bernardino, dove la visita è proseguita presso lo storico Hotel Ristorante Brocco & Posta. Anche in questa occasione Luca Cereghetti ha illustrato ai partecipanti il processo di rilancio della località e le diverse tappe previste dal progetto San Bernardino Swiss Alps.
Il Brocco & Posta è stato completamente rinnovato da Artisa Group e rappresenta una delle prime realizzazioni concluse nell’ambito del nuovo sviluppo turistico. La struttura, consegnata nel 2024, dispone di 37 camere, ristorante, spazi dedicati al benessere e servizi pensati per un’ospitalità alpina contemporanea, mantenendo il legame con la storia e il carattere del luogo.
La cosiddetta Fase 0, avviata nel 2023, ha avuto come obiettivo principale la riattivazione del centro del villaggio. Oltre alla ristrutturazione del Brocco & Posta, sono stati sviluppati nuovi appartamenti e residenze, ampliate le proposte gastronomiche e riattivati servizi utili sia agli ospiti sia alla popolazione. Parallelamente sono state assicurate la manutenzione degli impianti di risalita e la gestione dell’area sciistica.
La roadmap ufficiale guarda fino al 2032. La fase successiva prevede la valorizzazione dell’area di Albarella Alta con nuove residenze integrate nel paesaggio, spazi per glamping e camper e ulteriori servizi. Nell’area Acuforta sono previsti un nuovo albergo, appartamenti collegati e un’importante area Spa & Wellness aperta al pubblico. Negli anni seguenti, le aree Mutti e Fracch dovrebbero diventare nuovi punti di riferimento per lo sport e l’après-ski, accompagnati dal miglioramento della mobilità, dei trasporti pubblici e dei servizi generali.
Il progetto complessivo punta a trasformare San Bernardino in una destinazione alpina attiva durante tutto l’anno e capace di rivolgersi a generazioni e pubblici differenti. L’offerta prevista integra alberghi, appartamenti, impianti di risalita, sport, ristorazione, benessere, mobilità e servizi all’interno di una gestione coordinata. Tra gli obiettivi dichiarati figurano quattro strutture alberghiere per un totale di circa 400 camere, il rinnovamento del comprensorio sciistico, nuovi posteggi, un servizio di trasporto elettrico e un’offerta più ampia di attività sportive e ricreative.
Un ruolo importante è attribuito anche alla sostenibilità: isolamento energetico degli edifici, impiego della biomassa locale, protezione delle torbiere e della fauna, riduzione dell’inquinamento luminoso e acustico, potenziamento del trasporto pubblico e realizzazione di alloggi e servizi per il personale stagionale. Sono aspetti essenziali affinché la crescita turistica non avvenga a discapito del patrimonio naturale che costituisce la principale risorsa della destinazione.
Conoscere per comprendere e valorizzare
La giornata nel Moesano ha permesso ai soci del Rotary Club Locarno di osservare tre iniziative molto diverse per dimensioni, ma accomunate dalla stessa idea: un territorio costruisce il proprio futuro quando sa riconoscere le sue qualità, raccontarle in modo originale e trasformarle in occasioni di incontro, conoscenza e sviluppo.
Lo ZOO di Mesocco porta l’arte contemporanea fuori dai musei e la inserisce nella vita quotidiana del paese. Il mMoMAm avvicina il pubblico e le scuole alla cultura attraverso una formula semplice e accessibile. Il progetto di rilancio di San Bernardino mostra invece come investimenti, ricettività, servizi e sostenibilità possano concorrere alla rinascita di una destinazione alpina.
Per il Rotary Club Locarno, la visita non è stata quindi soltanto un’escursione conviviale, ma un’occasione per conoscere più da vicino esperienze concrete di valorizzazione culturale ed economica del territorio. Esperienze capaci di creare attenzione, attrarre visitatori, sostenere le attività locali e offrire nuove prospettive a chi vive e lavora nella valle.
Un sentito ringraziamento va a Luca Cereghetti per aver accompagnato il gruppo con competenza, entusiasmo e profonda conoscenza del territorio, e a Christian Vigne per aver illustrato il valore turistico e strategico di queste iniziative per l’intero Moesano. La visita si è conclusa con la consapevolezza che arte, turismo e sviluppo non costituiscono ambiti separati: quando vengono collegati da una visione condivisa, possono diventare strumenti concreti per garantire vitalità e futuro a un’intera regione.
ISP