Quando la fiducia vale più del controllo

Tuesday, September 8, 2026

Ingo Specht

Quando la fiducia vale più del controllo

Dominik Neidhart al Rotary Club Locarno: dall’America’s Cup una storia di leadership, responsabilità e collaborazione

Quanto possono contare due centimetri su una barca dell’America’s Cup?

Apparentemente poco. Ma se una regolazione della vela viene eseguita venti secondi più lentamente, la barca perde metri. Ripetuto decine di volte, un piccolo ritardo può trasformarsi in un grande svantaggio.

È uno degli esempi con cui Dominik Neidhart ha portato il pubblico del Rotary Club Locarno dentro il mondo dell’America’s Cup durante la conferenza “All Hands on Deck”, organizzata l’8 settembre all’Hotel Belvedere di Locarno.

Velista professionista, Neidhart ha partecipato a tre campagne di America’s Cup ed è stato membro dell’equipaggio di Alinghi, protagonista della storica vittoria del 2003. Oggi è keynote speaker, management coach e consulente sui temi della leadership, del teamwork e della cultura della collaborazione.

Ma la vera domanda della serata era un’altra: come si trasforma un gruppo di persone molto competenti in una squadra capace di raggiungere insieme un risultato straordinario?

Se non ti fidi, controlli

Su una barca dell’America’s Cup nessuno può fare tutto. Il tattico decide dove andare, il timoniere sente il comportamento della barca, chi regola le vele interviene con estrema precisione e il team meteorologico trasforma migliaia di dati in poche informazioni utili. Non c’è tempo per controllare il lavoro degli altri. Bisogna fidarsi.

Neidhart lo ha sintetizzato così: quando la fiducia diminuisce, aumenta il bisogno di controllo. E controllare costa tempo, energia e attenzione.

Ma la fiducia va meritata. Si costruisce facendo ciò che si dice, lavorando nell’interesse del gruppo, continuando a migliorare e ottenendo risultati quando gli altri contano su di noi.

In altre parole: fiducia e responsabilità personale vanno insieme.

Prima discutere. Poi agire.

Durante lo sviluppo di Alinghi lavoravano insieme progettisti, costruttori, velisti, meteorologi e specialisti di discipline diverse.

Nella preparazione era necessario confrontarsi, ascoltare e mettere in discussione anche soluzioni consolidate. È dalla combinazione di competenze differenti che nasce l’innovazione.

Poi arriva la gara. E tutto cambia.

Un comando, un linguaggio comune e ognuno sa cosa fare.

Alinghi aveva preparato un playbook di circa 250 pagine, con manovre, ruoli e responsabilità definiti. Dietro a una decisione presa in pochi secondi c’erano mesi di confronto e allenamento.

Un principio semplice anche per il lavoro: prima serve spazio per idee diverse; quando la decisione è presa, bisogna saper agire insieme.

Il successo di ieri non basta

Alinghi riuniva persone con esperienze straordinarie. Eppure, ha raccontato Neidhart, anche velisti con titoli mondiali e vittorie nell’America’s Cup continuavano ad ascoltare, imparare e condividere le proprie conoscenze.

Una frase citata durante la serata lo riassume bene:

“Always try to do something and not to be someone.”

Cercare di fare qualcosa, invece di vivere di ciò che si è già raggiunto.

Un concetto particolarmente attuale: nell’America’s Cup, come nel mondo del lavoro, cambiano tecnologie, regole e competenze. Quello che ha portato al successo ieri può non bastare domani.

“Winning is human”

Le moderne barche dell’America’s Cup sono macchine straordinarie. Software, sensori, materiali e dati permettono prestazioni incredibili. Ma anche gli avversari dispongono di tecnologie eccezionali.

A fare la differenza restano quindi le persone: chi interpreta le informazioni, decide sotto pressione, comunica con chiarezza, si assume responsabilità e si fida degli altri.

Da qui una delle frasi conclusive di Neidhart:

“Winning is human.” — Vincere resta umano.

Ed è proprio qui che “All Hands on Deck” trova naturalmente il suo posto nel programma del Rotary Club Locarno.

Un Rotary Club mette attorno allo stesso tavolo professioni, generazioni ed esperienze diverse. Portare a Locarno una personalità come Dominik Neidhart significa creare un’occasione per ascoltare un’esperienza fuori dall’ordinario e riportarne gli insegnamenti nella propria realtà professionale, associativa o personale.

È anche questo il significato di “Cultura che unisce”, il tema scelto dal Rotary Club Locarno per l’anno 2026–27: cultura come apertura ad altre esperienze e come modo di condividere conoscenze, assumersi responsabilità e costruire fiducia.

Dall’America’s Cup alla vita quotidiana cambiano le dimensioni. Le domande molto meno:

Ci fidiamo davvero delle persone con cui lavoriamo?
Ci assumiamo la nostra parte di responsabilità?
Stiamo lavorando insieme oppure stiamo davvero facendo squadra?

Perché una squadra non nasce quando molte persone lavorano allo stesso progetto. Nasce quando riescono a fidarsi e mettere le proprie competenze al servizio dello stesso obiettivo.

Working together wins.

ISP

Dominik Neidhart