Rotary Camp Ticino 2026

zaterdag 15 augustus 2026

Ingo Specht, Presidente Rotary Club Locarno

Culture che si incontrano, amicizie che restano

Per quasi due settimane il Ticino è diventato un luogo d’incontro per una trentina di giovani tra i 15 e i 18 anni, arrivati da numerosi Paesi europei ed extraeuropei.

Lingue diverse, culture diverse, esperienze personali e modi di vedere il mondo differenti. Ad unirli, un programma fatto di sport, trekking, natura, cultura e soprattutto di vita condivisa.

È questo il cuore del Rotary Camp Ticino 2026 – “Trekking, Culture and Sports”, svoltosi dal 2 al 14 agosto con il sostegno dei Rotary Club di Bellinzona, Locarno, Lugano, Lugano-Lago e Mendrisiotto e del Rotaract Ticino.

Ma il valore di un Rotary Camp va ben oltre le attività proposte.

Quando l’esperienza diventa incontro

Trascorrere quasi due settimane insieme significa condividere giornate, affrontare piccole difficoltà, aiutarsi, parlare, ridere, confrontarsi e scoprire progressivamente chi c'è dietro una lingua, una nazionalità o un'abitudine diversa dalla propria.

Per giovani che si trovano in una fase importante della propria crescita, un’esperienza internazionale di questo tipo può aprire prospettive nuove: aiuta a sviluppare autonomia, curiosità, capacità di ascolto e rispetto per punti di vista differenti.

Ed è proprio qui che si manifesta quello che potremmo definire l’“effetto Rotary”.

Mettere in relazione persone che probabilmente non si sarebbero mai incontrate, creare occasioni di dialogo e permettere la nascita di amicizie oltre i confini significa contribuire, nel proprio piccolo, a costruire comprensione reciproca.

Non a caso uno degli obiettivi fondamentali dei programmi internazionali per i giovani del Rotary è proprio quello di avvicinare culture differenti e favorire la comprensione e la pace tra i popoli.

La pace, infatti, non nasce soltanto dalle grandi decisioni internazionali. Comincia anche quando un giovane impara a conoscere personalmente qualcuno che proviene da una realtà diversa dalla propria e scopre che, al di là delle differenze, esistono aspirazioni, interessi, preoccupazioni e speranze comuni.

Il Ticino come territorio da vivere

Durante il Camp i giovani hanno avuto modo di conoscere diverse realtà del nostro Cantone attraverso attività sportive, escursioni e momenti culturali.

Tra le esperienze vissute figurano, ad esempio, la scoperta del villaggio medievale di Tremona e del Museo dei Fossili di Meride, insieme a numerose attività nella natura e sul territorio.

Il programma non propone quindi semplicemente dei luoghi da visitare, ma utilizza il Ticino come spazio nel quale incontrarsi e fare esperienze insieme.

Anche Locarno ha fatto parte di questo percorso.

Martedì 11 agosto i giovani del Rotary Camp hanno infatti potuto vivere una serata al Locarno Film Festival, assistendo in Piazza Grande alla proiezione di Congo Boy.

Una storia incentrata su un giovane che cresce in una realtà segnata dalla guerra e che, nonostante le difficoltà e le responsabilità familiari, continua a guardare al proprio futuro.

Vedere insieme un film di questo tipo assume un significato particolare per un gruppo composto da giovani provenienti da contesti tanto differenti. Il cinema diventa così non soltanto intrattenimento, ma un'occasione per osservare il mondo attraverso gli occhi degli altri, confrontarsi e riflettere.

“Cultura che unisce”

Per il Rotary Club Locarno questa esperienza si inserisce in modo particolarmente naturale nel tema scelto per l’anno rotariano 2026–27: “Cultura che unisce”.

Cultura, in questo caso, non significa soltanto arte, cinema, storia o conoscenza di un territorio.

Significa soprattutto incontro.Incontro tra lingue e tradizioni diverse, tra giovani provenienti da Paesi lontani, tra generazioni e tra persone che portano con sé esperienze differenti.

«Quando giovani provenienti da culture e realtà diverse camminano, ridono, discutono e vivono insieme per quasi due settimane, la cultura smette di essere qualcosa da osservare e diventa qualcosa da condividere. È questo il significato più autentico di “Cultura che unisce”: creare legami dove prima esistevano semplicemente delle distanze.»
Ingo Specht, Presidente Rotary Club Locarno

L’incontro con Rotary Ticino

Verso la conclusione del Camp, il 12 agosto a Lugano, i giovani hanno incontrato i rappresentanti dei cinque Rotary Club ticinesi e del Rotaract Ticino.

È stato soprattutto un momento di ascolto e di scambio. I partecipanti hanno avuto l’occasione di presentarsi e raccontare ciò che li aveva maggiormente colpiti durante le giornate trascorse in Ticino: le attività, i luoghi visitati, le persone incontrate e le nuove amicizie nate all’interno del gruppo.

Dalle loro parole emergevano entusiasmo e gratitudine per l’esperienza vissuta.

Ma forse l’aspetto più significativo era vedere come, dopo quasi due settimane insieme, giovani arrivati da realtà molto differenti fossero ormai diventati un gruppo affiatato.

Per i rappresentanti dei Rotary Club presenti è stata anche l’occasione per confrontarsi direttamente con loro e comprendere concretamente quale valore possa generare un progetto di questo tipo.

Un impegno condiviso dai Rotary Club ticinesi

Il Rotary Camp Ticino è il risultato di una collaborazione che coinvolge i Rotary Club del Cantone e Rotaract Ticino, che con il loro sostegno rendono possibile questa esperienza internazionale.

Anche il Rotary Club Locarno ha scelto di sostenere concretamente il Camp 2026, riconoscendone pienamente il valore nell’ambito dell’Azione per i giovani e dello spirito internazionale del Rotary.

È un impegno che va oltre il sostegno organizzativo: significa investire nelle nuove generazioni e creare occasioni nelle quali giovani provenienti da differenti parti del mondo possano conoscersi prima che pregiudizi e distanze diventino barriere.

Il Camp, inoltre, non è un’esperienza isolata. Negli anni il progetto è diventato un appuntamento ricorrente del Rotary in Ticino, permettendo a nuove generazioni di giovani di conoscere il nostro territorio e, contemporaneamente, di incontrare coetanei provenienti da numerose realtà internazionali.

Le persone dietro l’esperienza

Un programma di quasi due settimane richiede naturalmente anche persone capaci di accompagnare i giovani, creare un ambiente sicuro e positivo e trasformare un programma di attività in un’esperienza di gruppo.

Un ringraziamento particolare va quindi a Dieter Schmid, punto di riferimento dei partecipanti durante il Camp, che insieme al team di monitori li ha accompagnati nelle diverse attività e nei numerosi spostamenti.

Il lavoro di chi segue quotidianamente un gruppo internazionale di adolescenti resta spesso dietro le quinte, ma rappresenta una parte essenziale del successo di un’esperienza come questa.

Ciò che resta dopo il Camp

Alla fine rimangono naturalmente le fotografie, le escursioni, le giornate di sport, il Film Festival e i tanti luoghi scoperti in Ticino.

Ma probabilmente il risultato più importante non può essere misurato con un programma o con un numero.

Sono le relazioni che sono nate.

Giovani che tornano nei propri Paesi conoscendo un po’ meglio il Ticino, ma soprattutto conoscendo un po’ meglio persone provenienti da altre parti del mondo.

Se anche solo alcune di queste amicizie continueranno nel tempo, se un incontro avrà cambiato un pregiudizio o se un ragazzo avrà imparato a guardare una cultura diversa con maggiore curiosità e rispetto, allora il Rotary Camp avrà raggiunto uno dei suoi obiettivi più importanti.

Creare connessioni. Aprire lo sguardo. Costruire comprensione.

È anche così che il Rotary contribuisce, un incontro alla volta, a creare un mondo un po’ più vicino.

ISP, 12.8.2026

Partecipanti del Rotary Camp 2026